Dalla Uefa Youth League alla Premier: i giovani del vivaio del Chelsea

Il Chelsea è il Club ad avere vinto più edizioni della UEFA Youth League, in due edizioni consecutive la formazione Londinese si è assicurata il titolo: nell’edizione 2014/15 dopo aver superato in semifinale la Roma, ha poi vinto il titolo nella finale contro lo Shakhtar Donetsk con il punteggio di 3-2; l’edizione successiva ebbe la meglio imponendosi sul PSG per 2-1, dopo avere eliminato in semifinale i belgi del Anderlecht.

La competizione ha una formula e partecipanti che ricalca la Champions League, ma è riservata agli U19, molti dei giocatori in campo in quelle edizioni sono ora assoluti protagonisti in Premier League.

Tre di loro lo sono nel Chelsea di Tuchel: si tratta del gioiellino Mason Mount, dell’attaccante Tammy Abraham e del difensore centrale Andreas Christensen.

Altri due giocano in Premier League, entrambi nel FulhamLoftus-Cheek ancora di proprietà dei Blues e Ola Aina, difensore dei Cottagers, con un passato nel Torino.

Due sono nella Serie A italiana, si tratta di Fikayo Tomori in prestito al Milan e Jérémie Boga esterno offensivo del Sassuolo di Roberto De Zerbi.

Uefa Youth League 2015/16
Chelsea Youth League 2015/16 – Photo by Chelsea Official Twitter

Infine diversi ed ancora di proprietà del Chelsea giocano in Championship come Dominic Solanke che nel Bournemouth ha già realizzato 11 reti, oppure Brad Collins che difende i pali del Barnlsey, oppure ancora Izzy Brown fantasista dello Sheffield Wednesday.

Il tecnico di quel biennio era Adi Viveash, che dopo 9 anni nel vivaio del Chelsea, è entrato nello Staff della Prima Squadra del Coventry City con il ruolo di Assistant Coach del Manager Mark Robins, ottenendo prima la promozione in League One e successivamente vincendo il titolo, guadagnando così la partecipazione alla Championship.

Il Chelsea, traccia così una strada precisa verso il successo, mixando l’abilità di acquistare giocatori giovani ed importanti con la bravura e pazienza di coltivare nella loro Academy talenti altrettanto validi e decisivi.

Di Gianluca Urgnani