Premier League Remix: vittorie per Chelsea, Liverpool e Spurs

La trentesima edizione della Premier League si è aperta ufficialmente venerdì sera con la sorpresa – sempre se di sorpresa si può parlare quando di mezzo c’è l’Arsenal – del neopromosso Brentford, al ritorno nel massimo campionato inglese dopo ben 74 anni, che ha sconfitto i Gunners con un secco 2-0. La squadra di Arteta ha sfoggiato i tre nuovi acquisti estivi costati circa 80 milioni, ma l’assenza di alcuni giocatori chiave e la giovane età degli interpreti in campo hanno pareggiato l’inesperienza dei padroni di casa (gli unici ad aver giocato prima in Premier League erano Toney e Canos, 19 minuti in totale con Newcastle e Liverpool, cinque anni fa).

Nella partita di sabato a pranzo, il Manchester United ha travolto il Leeds per 5-1, quasi ripetendo lo stesso risultato dell’anno scorso quando finì 6-2. A rubare la scena sono stati Bruno Fernandes (tripletta) e Pogba (poker di assist), dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato in cui per i Red Devils molte cose sembravano uguali alla scorsa stagione, a partire dai nomi della formazione titolare. La squadra di Bielsa ha sofferto l’assenza a centrocampo di Kalvin Phillips, con l’unico centrocampista Robin Koch e il sistema di marcature a uomo che non hanno funzionato. La prova di forza degli uomini di Solskjaer lascia ben sperare per il prosieguo della stagione, soprattutto se si tiene in considerazione che devono ancora essere introdotti Jadon Sancho e Raphael Varane.

Le cinque partite delle 16.00 hanno fatto registrare quattro vittorie interne e una esterna. L’Everton di Benitez ha vinto in rimonta per 3-1 contro il Southampton – passato in vantaggio con Adam Armstrong, bravo a sfruttare un pasticcio con la palla di Keane – rimettendola in piedi con Richarlison, Doucouré e Calvert-Lewin, in una prestazione in pieno “stile Benitez” con 14 cross da ‘open play’. Anche il Brighton ha guadagnato i tre punti a Burnley dopo essere passato sotto, grazie a un possesso palla del 65% e 8 conclusioni in porta che hanno fruttato due gol nell’arco di cinque minuti con Maupay e Mac Allister, che hanno annullato il vantaggio iniziale di Tarkowski da calcio d’angolo. Il Leicester ha battuto 1-0 gli Wolves dell’esordiente Bruno Lage grazie a un gol del solito Jamie Vardy, che sembra pienamente ristabilito sul piano fisico dopo la tormentata stagione appena conclusa, ma la squadra in maglia arancione ha fatto intravedere delle cose interessanti e sarà una squadra da tenere d’occhio da qui a prossimi mesi. Esordio sfortunato anche per l’altro manager esordiente, Patrick Viera, alla guida del Crystal Palace, battuto con un rotondo 3-0 dal Chelsea di Tuchel. I Blues sono sempre parsi in controllo del match, mettendo il naso avanti grazie a una precisa punizione di Marcos Alonso e allungando poi con Pulisic e il giovanissimo Chalobah, difensore centrale promosso dalla formazione Under 23 che ha ben figurato nei 90 minuti in campo dopo i 120′ giocati mercoledì nella vittoria in SuperCoppa Europea. Per le Eagles la strada verso la costruzione della propria identità sembra ancora lunga, con la squadra sembrata troppo passiva e con la prima conclusione trovata soltanto a secondo tempo inoltrato, ma la personalità di Vieira verrà sicuramente fuori in attesa di avere tutta la rosa a disposizione. Bene il Watford, che batte 3-2 l’Aston Villa di Dean Smith – che schiera i tre nuovi acquisti offensivi Buendia, Bailey e Ings, finanziati con l’assegno da 100 milioni per Jack Grealish – portandosi prima in vantaggio per 3-0 e poi facendosi rimontare due reti, di cui l’ultima al minuto 97′.

L’unica neopromossa a non vincere è il Norwich, sconfitto 0-3 in casa contro il Liverpool in una partita a senso unico e indirizzata fin da subito dalla parte dei Reds, che nonostante qualche assenza hanno potuto riabbracciare van Dijk al centro della propria difesa. Momento da record per Salah, che diventa il primo giocatore a segnare alla prima di campionato per cinque anni consecutivi.

Nella gara delle 15.00 della domenica, il Newcastle si fa rimontare due volte il vantaggio dal West Ham e alla fine perde 2-4. Gli Hammers rispetto alla scorsa stagione hanno un Jesse Lingard in meno, ma sembrano avere la stessa motivazione e voglia alla base, anche se per affrontare una lunga stagione che comprende anche l’Europa League è di certo richiesto un intervento sul mercato per allungare la rosa, decisamente troppo corta.

La giornata si chiude poi con il Big Match tra Tottenham e Manchester City, con gli Spurs – senza Kane, al centro di una infinita saga di mercato, non convocato per “scarsa forma fisica” – del nuovo manager Nuno Espirito Santo che riescono a battere 1-0 gli uomini di Guardiola grazie a una impostazione tattica che abbiamo già visto più volte: compattezza difensiva, recupero palla e transizioni velocissime. A deciderla è Son, con un tiro da fuori area su cui Ederson non tenta neanche l’intervento. Per il Club di Guardiola si tratta della seconda sconfitta stagionale (dopo l’1-0 contro il Leicester nel Community Shield), ma i Citizens sembrano essere ancora in una fase di ‘rodaggio’ in attesa di trovare la giusta condizione atletica (elementi come Rodri, Walker, Stones e de Bruyne erano in panchina) e iniziare a marciare a pieno ritmo, forti di un Grealish (e forse anche di un Kane) in più.

Di Luca Donina