Premier League Remix: Chelsea, Liverpool e Manchester Utd in testa alla classifica

Dopo cinque giornate di campionato, sono ancora cinque le formazioni che non hanno ancora trovato la via della vittoria: Norwich, Burnley, Newcastle, Leeds e Southampton. Le prime due hanno incassato un’altra sconfitta, mentre le altre hanno pareggiato. In cima alla classifica, al contrario, sono invece tre le formazioni che non hanno ancora perso – Chelsea, Liverpool e Manchester United -, assiepate al primo posto.

Newcastle e Leeds hanno aperto la tornata di partite con l’anticipo del venerdì, spartendosi un punto a testa con il risultato di 1-1 al termine di una partita che ha contato la bellezza di 38 tiri. La squadra di Bruce tende a subire gol nei secondi tempi, ma stavolta lo svantaggio e arrivato entro il quarto d’ora, con un tiro/cross di Rapinha dalla distanza che non ha trovato deviazioni in area e si è infilato inesorabilmente in porta, con il pareggio in chiusura della prima frazione di gioco a opera di Saint-Maximin, ovviamente in azione personale e a seguito di una serie di dribbling in area.

Le partite del sabato hanno visto tre vittorie esterne, due vittorie interne (entrambe per 3-0) e un solo pareggio. Nella prima partita, gli Wolves speravano di ripetere quanto di buono fatto vedere in questo inizio di campionato e di replicare la vittoria del turno precedente, ma si sono imbattuti in uno scatenato Ivan Toney che li ha letteralmente messi a ferro e fuoco. L’attaccante del Brentford ha segnato tre volte (due sono stati poi annullati, giustamente, dalla VAR) e ha assistito Mbeumo, giocando una partita a tutto tondo fatta di corse e di duelli ingaggiati e vinti, candidandosi tra l’altro con sempre più insistenza a una delle maglie disponibili per la Nazionale. Le Bees hanno già otto punti in classifica (miglior risultato per una neopromossa dopo cinque partite dai tempi del Newcastle di Benitez, 2017/18, e del Reading 2006/07).

Seconda vittoria consecutiva, e sempre per una rete a zero, per l’Arsenal di Arteta. La ‘nuova’ difesa titolare (linea a quattro e portiere) si sta rivelando efficace, con il contributo in particolare di Gabriel – che fisicamente ha tenuto testa a Chris Wood, maestro dei palloni alti – e di Tomiyasu – che ha vinto tutti i suoi contrasti – oltre alla maggior sicurezza e determinazione tra i pali di Ramsdale. Per quanto la partita non sia stata spettacolare, con gli uomini giusti al posto giusto l’Arsenal sembra finalmente più equilibrato, e per battere il ‘modesto’ Burnley (che ha giocato la solita partita fatta di grinta e lanci lunghi, e che sta soffrendo parecchio in questo avvio di stagione) è stato sufficiente il calcio di punizione di Odegaard.

Nella sfida tra le due neopromosse, il Watford ha avuto la meglio sul Norwich a Carrow Road con gol di Dennis e doppietta di Sarr, a vanificare il momentaneo pareggio di Pukki. La fragilità difensiva dei Canaries (alla 15esima sconfitta consecutiva in Premier League, considerando anche il campionato di due anni fa) inizia a essere un bel guaio (già 14 reti subite), e il recente acquisto di Kabak non pare aver risolto i problemi.

Sorprendente il risultato dell’Etihad, con il pareggio a reti bianche tra Manchester City e Southampton. La squadra di Guardiola, reduce dalla vittoria per 6-3 in settimana contro il RB Lipsia nella prima gara della fase a gironi di Champions League, ha operato un paio di variazioni alla formazione titolare dopo non averne fatto nessuno per tre gare consecutive, ma la sua squadra nell’arco dei 90 minuti ha prodotto soltanto un tiro in porta. Più che la partita in sé, a rubare la scena sono state le dichiarazioni dell’allenatore nelle interviste del post, con una piccola ‘polemica’ (secondo lui male interpretata) sulla richiesta di maggior presenza dei tifosi allo stadio (che ha riaperto la vecchia questione sui tanti posti vuoti, nello splendido gioco di parole “Emptyhad”).

Il Liverpool ha battuto 3-0 il Crystal Palace, con gol dei soliti Mané (centesimo con la maglia dei Reds) e Salah, prima di una incredibile rete al volo dalla distanza di Keità (dove lui stesso è stato il primo a rimanere incredulo per la perfezione tecnica del gesto), nella partita che ha visto l’esordio di Konaté come centrale difensivo al fianco di Van Dijk. Il francese, costato 36 milioni in estate dal Siviglia, ha messo in mostra un ottimo potenziale (tenendo testa a Zaha in velocità e a Benteké sul piano fisico) e in futuro entrerà sicuramente nelle discussioni per una maglia da titolare. Nota di merito comunque anche per il Palace, che ha giocato una partita di alto livello, rivelandosi un degno avversario e confermandosi una squadra difficile da affrontare, per chiunque.

Risultato identico per l’Aston Villa, che infligge la prima sconfitta stagionale all’Everton. I padroni di casa passano in vantaggio verso l’ora di gioco con Matty Cash – che dopo partenza di Grealish è rimasto il “titolare” del cerchietto tra i capelli – e poco dopo raddoppiano con un autogol di Digne, prima dello show personale di Leon Bailey: il giamaicano entra al 61′, segna al 75′, si fa ammonire, ed esce all’82’ per infortunio.

Tanto spettacolo nelle tre gare della domenica, con una vittoria interna e due esterne. Il Brighton sembra non volersi più fermare, e con il 2-1 sul Leicester City – un gol per tempo, Maupay e Trossard – ha trovato la quarta vittoria su cinque restando agganciato alle zone alte della classifica. Ottimo l’esordio di Marc Cucurella, terzino sinistro di ruolo (probabilmente l’unica posizione in cui la squadra di Potter difettava) prelevato in estate dal Getafe nella quasi indifferenza generale, e rivelatosi il migliore in campo per quantità e precisione nei passaggi.

Perde invece il West Ham United, sconfitto per 1-2 dal Manchester United (al 29esimo risultato utile consecutivo in trasferta, sempre più record) con un gol al minuto 89 segnato dall'”ex” Jesse Lingard. La truppa di Moyes – impegnata giovedì nella vittoria in Europa League – si era portata in vantaggio con Benrahma alla mezzora, prima del pareggio di Cristiano Ronaldo (in uno dei suoi sette tiri di giornata) dopo soli cinque minuti. Nel finale è poi successo di tutto, dal gol di Lingard (entrato da neanche un quarto d’ora) al rigore sbagliato dai padroni di casa al 95′ con la super parata di de Gea – la prima dopo 40 rigori consecutivi in cui ha concesso la rete, tra club e nazionale – sul tiro di Noble (fatto entrare in campo apposta per calciare il penalty), rafforzando la tesi di quelli che sostengono che Solskjaer sia più fortunato che competente.

Nessuna storia per il derby che chiude la giornata, con il secco 0-3 del Chelsea in casa del Tottenham. La squadra di Tuchel – vincente in settimana sul Malmoe in Champions League, mentre gli Spurs hanno sofferto con un 2-2 a Rennes in Europa Conference League – ha vinto la gara grazie alla solita grande prestazione dei suoi giocatori (perché, beh, in campo ci vanno i giocatori, no?), ma anche alla personalità e alla presenza dell’allenatore, che all’intervallo ha sostituito Mount con Kanté e ha cambiato il volto alla sfida (differenza di valori per i Blues tra primo e secondo tempo: 14 tiri contro 6, 10 tiri in porta contro 0, 27 tocchi nell’area avversaria contro 13, 58% di possesso contro 48%, 2 tiri concessi contro 6, 1.78 xG contro 0.43, 0.06 xGA contro 0.67). Le tre reti portano la firma di Thiago Silva, Kanté e Rudiger.

Di Luca Donina

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