Premier League Remix: vittorie per Chelsea, Man City e Liverpool

E’ stato un pazzo weekend di Premier League, non c’è che dire. Le otto partite giocate di sabato hanno visto realizzati un totale di 30 gol, a cui si sono aggiunti i 6 della domenica. Liverpool e Watford hanno segnato 4 reti, Manchester City e Chelsea ne hanno segnate 3, in aggiunta a due spettacolari pareggi per 3-3, con tre esordi in panchina (o meglio, due e mezzo) e un altro allenatore a cui è stato dato il benservito. Non male, eh? Ma andiamo con ordine.

In apertura di giornata, il Chelsea ha strapazzato per 0-3 il Leicester City di Brandon Rodgers. Hanno segnato Rudiger, Kanté e poi Pulisic, con entrambi i terzini (James e Chilwell) a segno nella casella assist. I Blues hanno in questo modo allungato al primo posto in classifica

Ritorno in Premier League con vittoria per Steven Gerrard

Nelle sei partite delle ore sedici ci sono state quattro vittorie interne e i due citati pareggi pirotecnici. Steven Gerrard, all’esordio sulla panchina dell’Aston Villa, ha portato i suoi a una convincente vittoria per 2-0 contro il Brighton, mentre Dean Smith, all’esordio sulla panchina del Norwich (fino alla scorsa settimana sedeva su quella dell’Aston Villa, per chi si fosse perso una puntata), si è imposto per 2-1 in rimonta contro il Southampton. Il Villa si è schierato con un 4-3-3, facendo convivere le due punte mettendo Ings al centro dell’attacco e Watkins sulla sinistra, anche se le due reti sono arrivate entro i dieci minuti dalla fine dopo un giro di sostituzioni e l’inserimento di Bailey e Young (decisivo per l’assist). Stesso modulo anche per i Canarini, passati sotto dopo 4′ con il gol di Adams ma capaci di trovare l’immediata reazione tre minuti più tardi con Pukki, prima della rete decisiva di Hanley a ripresa inoltrata (una rarità, dato che i gialloverdi avevano perso le ultime 36 partite di Premier League in cui erano passati in svantaggio, ma una cosa piuttosto frequente per i Saints, che sotto la gestione di Hasenhuttl hanno finora perso ben 67 punti da posizione di vantaggio).

Il Wolverhampton ha battuto 1-0 il West Ham United e, di nuovo in sordina e quasi senza che nessuno se ne accorgesse, si è portato al sesto posto in classifica. Si è molto discusso finora del grande lavoro di Moyes sulla panchina degli Hammers ma ancora di più sull’apparente poca profondità della sua rosa, una questione destinata a tornare in voga dopo ogni risultato negativo, tipo questo. Il fatto è che i londinesi sono ora attesi da cinque partite ‘difficili’, che ne proveranno la reale tenuta. Dovessero essere ancora nel gruppetto di testa tra un mesetto, allora potremo realmente considerarli una contender (anche e soprattutto per l’imminente apertura del mercato invernale).

Ma si diceva dei pareggi. A Turf Moor, il Crystal Palace è passato avanti con Benteké. Poi il Burnley ha pareggiato con Ben Mee, e ha raddoppiato con Wood. Poi di nuovo Palace, pareggio di Benteké e vantaggio di Guehi, e infine ancora Burnley, con Cornet (con uno dei gol più belli della stagione). E tutto nei primi cinquanta minuti di gioco! Per le Eagles si tratta del settimo pareggio stagionale, per il Burnley del sesto. Stesso risultato a Newcastle, dove Eddie Howe ha mancato fisicamente l’esordio in quanto confinato nella stanza d’albergo per positività alla Covid-19 ma ci ha comunque messo le mani. I Magpies sono scesi in campo con un 3-4-3 offensivo, con Wilson come punta centrale affiancato da Joelinton e Saint-Maximin (entrambi a segno, insieme a Lascelles che ha poi realizzato anche un autogol), facendo già intravedere quale sarà il suo spirito di gioco (che tradotto significa: sarà meglio trovare un centrocampista difensivo). Per il Brentford hanno segnato Henry e Toney, quello stesso Toney che il Newcastle aveva scaricato qualche anno fa ritenendolo “non adatto”. Questa è la quinta volta nella storia della Premier in cui una squadra si trova ancora a zero vittorie dopo dodici partite, e l’unica in grado di salvarsi era stata il Derby County 2000/01 (non ce l’avevano fatta invece Norwich, QPR e Sheffield United, quest’ultima l’anno scorso).

La sconfitta con il Watford costa la panchina ad Ole

Ed eccoci finalmente al piatto forte. Il sesto manager esonerato in stagione è Ole Gunnar Solskjaer, scaricato dopo l’ennesima sconfitta (e figuraccia) del Manchester United con il 4-1 rimediato contro il Watford di Ranieri. La decisione era nell’aria da tempo e non era più rimandabile, e questa partita ha esposto una volta di più tutti i limiti – soprattutto di carattere – di una squadra che soltanto un paio di mesi fa aveva investito in maniera importante sul mercato e sembrava costruita per lottare per il titolo. Azzeccare il giusto successore sarà ora una scelta fondamentale per le sorti presenti e future del club (fino a un paio di settimane fa c’era libero uno come Antonio Conte, per esempio), ma – piccola nota personale – il semplice fatto che tra la lista dei candidati ci sia il nome di Laurent Blanc non lascia sperare niente di buono. Non deve comunque passare inosservata la prestazione dei padroni di casa, autori di una prestazione molto motivata ed energica , con Ranieri che si gode la sua seconda vittoria stagionale (pro memoria: al fischio d’inizio erano il terzo attacco meno produttivo del campionato; in questa gara hanno realizzato quattro reti, sbagliato un rigore, e vistosi annullare un’altra rete alla VAR).

L’altro risultato pesante è la vittoria del Liverpool contro l’Arsenal, in quella che è ormai diventata una sorta di “tradizione” annuale (il Liverpool ha vinto le precedenti cinque gare ad Anfield contro l’Arsenal, segnando almeno tre gol in ognuna). I gol hanno portato le firme di Mané, Jota, Salah e Minamino, con i Gunners che di fatto hanno subito in questa partita tanti gol quanti quelli presi nelle ultime dieci (interrompendo la striscia di imbattibilità, che era la più lunga tra le squadre di Premier).

Vittorie per Antonio Conte e Guardiola

Nelle gare della domenica, il Manchester City ha rifilato tre gol all’Everton, il primo dei quali da parte di Sterling su Assist di Cancelo. Assist, con la lettera maiuscola, perché è un gesto tecnico destinato a entrare nella storia e venire ricordato a lungo (avete presente “The Shot” di Michael Jordan contro gli Utah Jazz? Ecco, qui abbiamo “The Assist”). Sull’altro lato, Benitez avrà parecchio da lavorare per rialzare le sorti di una squadra che sta vivendo un periodo di forma pessimo, con una sola vittoria nelle ultime nove giocate anche se la posizione di metà classifica resiste, soprattutto grazie al buon inizio di stagione. Ha vinto anche il Tottenham di Conte per 2-1, in rimonta, contro il Leeds. La squadra è apparsa rigida e impacciata, ma adattarsi ai ritmi e alle richieste di un nuovo allenatore richiede sempre un certo periodo. Il fatto che nel frattempo siano riusciti anche a trovare i tre punti è tutto di guadagnato.

Di Luca Donina