Premier League: domenica a Etihad Stadium la sfida tra Manchester City e Liverpool

Mancano sei giorni dalla sfida stellare tra Manchester City e Liverpool; per entrare in clima partita ancora più preparati e carichi alla sfida tra i due Club più forti al mondo, il Nostro esperto Luca Donina ci accompagna con un analisi sui singoli reparti, sui Manager e sui precedenti tra le due formazioni.

Partiamo dall’analisi sul reparto difensivo

Le due formazioni sono – non a sorpresa – le due migliori difese del campionato. Il Manchester City ha subito solo 18 reti (su 21 ‘previste” in base agli xGA), il Liverpool 20 (anche se con 28 xGA). La loro forza sta nell’iper organizzata struttura durante la fase di non possesso (i Reds hanno concesso 83 tiri in porta agli avversari, i Citizens addirittura solo 67) e, ovviamente, nella qualità dei singoli.

La solidità parte dai portieri, con i due brasiliani Ederson e Alisson capaci di mantenere 17 volte ciascuno la porta inviolata, aggiungendo alla capacità tra i pali con i guantoni anche quella nel gioco con i piedi. La linea difensiva titolare di Guardiola si compone di Ruben Dias e Aymeric Laporte al centro (pagati rispettivamente 68 e 65 mln) e dei due terzini Joao Cancelo e Kyle Walker ai fianchi (entrambi destri ma con il portoghese che quest’anno viene schierato sulla sinistra). Le prime riserve sono John Stones, Nathan Aké e Olek Zinchenko. La linea di Klopp vede invece Van Dijk (costato 85 milioni e da diversi anni stabilmente considerato il miglior difensore del mondo) e Joel Matip come coppia centrale e le due macchine da assist Alexander-Arnold e Andrew Robertson come coppia di terzini. Le alternative nel reparto sono Joe Gomez, Ibrahima Konaté e Konsta Tsimikas.

Queste le scelte nel nostro “11 ideale” nel reparto: Alisson; Cancelo, van Dijk, Ruben Dias, Alexander-Arnold.

Continuiamo con l’analisi sul centrocampo

Il reparto è fondamentale nello sviluppo del gioco delle due formazioni, basato sul possesso (69% per il City, 63% per i Reds), sui passaggi (19.000 quelli tentati dai primi, con una % di precisione dell’88%, 16.000 dai secondi, precisi all’83%) ma anche sulla verticalità (1500 passaggi progressivi per il Liverpool, quasi 1400 per il Manchester).

Guardiola ha sviluppato una disposizione tattica basata su un mediano difensivo e su due “numeri 8”, ovvero delle mezzali offensive con licenza di spingere. Gli interpreti più utilizzati sono Rodri come uomo davanti alla difesa (nel ruolo che prima fu di Fernandinho), Kevin de Bruyne sul centro sinistra e uno tra Ikay Gundogan e Bernardo Silva sul centro destra. Lo stile di gioco del City, fatto di fluidità e di continui inserimenti nello spazio, fa sì che i centrocampisti siano sempre protagonisti a livello realizzativo (in stagione de Bruyne ha già contribuito a 20 reti, Gundogan e Silva a 14).

Il trio in mediana di Klopp si compone di Fabinho e del capitano Jordan Henderson, due uomini imprescindibili per leadership, intelligenza tattica e senso della posizione, e di un terzo elemento a scelta tra Thiago Alcantara (il più quotato, avendo trovato nei tempi recenti stabilità dopo un ambientamento difficile e rivelatosi importante con la sua immensa qualità tecnica), Nabi Keita, Curtis Jones e Oxlade Chamberlain, senza dimenticare il sempre verde James Milner.

Queste le scelte nel nostro “11 ideale” nel reparto: Fabinho, de Bruyne, Henderson.

Ora è il turno del reparto offensivo

Le due formazioni sono i migliori attacchi della Premier League. I Reds hanno segnato 77 reti (su 74 xG), il City 70 (con 69 xG). Sono le due squadre che tirano di più (568 e 547), che tirano di più in porta (193 e 191), che creano più azioni che portano al tiro (863 e 882), e via dicendo.

La squadra di Klopp si basa su un tridente devastante, i cui interpreti sono tutti già in doppia cifra. La star è ovviamente Salah (i suoi gol realizzati nelle scorse quattro stagioni in campionato: 22, 19, 22, 32; al momento è capocannoniere con 20), a cui si affiancano Sadio Mané (12 reti) e Diogo Jota (14 reti, e protagonista di una stagione del tutto sopra le aspettative). La rosa si completa con Roberto Firmino (da sempre il preferito di Klopp per via delle sue qualità associative nel gioco con i compagni), Takumi Minamino e, soprattutto, Luis Diaz, ala sinistra acquistata a gennaio dal Porto per la cifra di 45 milioni.

Guardiola ha meno ‘certezze’, non nel senso di minore affidabilità quanto di meno rigidità nelle scelte. Al centro dell’attacco può schierare un 9 ‘tipico’ come Gabriel Jesus o un ‘falso’ 9 come Phil Foden (7 gol e 3 assist), andando di conseguenza a modificare gli spazi e le combinazioni con i compagni. Sulla sinistra la scelta è tra Raheem Sterling (10 gol e 4 assist) e l’uomo da 100 milioni Jack Grealish (acquistato in estate dall’Aston Villa e autore di una stagione un po’ ‘sottotono’, con 2 gol e 2 assist), con Sterling che può però giocare anche a destra contendendosi il posto con Riyad Mahrez (anche per lui 10 gol e 4 assist).

Queste le scelte nel nostro “11 ideale” nel reparto: Grealish, Jota, Salah.

I due Manager a confronto

C’è poco da dire sui due mister che non sia già stato detto. Pep Guardiola e Jurgen Klopp sono due Top nel loro ruolo, e il loro arrivo in Inghilterra ha contribuito a dare alla Premier League una svolta tattica che, a fianco della tradizionale intensità e della multiculturalità, ne fanno il campionato più attrattivo del mondo.

Josep Guardiola ha 51 anni. Prodotto della cantera del Barcellona, ha trascorso 10 anni nei blaugrana come mediano davanti alla difesa prima delle esperienze in Italia con Brescia e Roma e in Qatar con l’Al-Ahli. Calciatore intelligente e da sempre attratto al lato tattico del gioco, dopo il ritiro ha continuato a studiare il Gioco del Calcio (da Maestri tra cui Bielsa) e ha poi iniziato la carriera da allenatore. Ha passato 4 anni in Liga con il ‘suo’ Barcellona, poi 3 anni in Germania con il Bayern, e ora è alla sesta stagione in Premier League. Oltre ad aver vinto praticamente tutti i titoli nazionali, può vantare anche due Champions League (nel 2008 e nel 2011)

Jurgen Klopp ha 54 anni. La sua ‘modesta’ carriera professionistica è stata sempre con la maglia del Mainz, con cui ha raccolto oltre 300 presenze giocando da difensore. Ha poi iniziato con loro anche la carriera da allenatore, guidandoli per sette anni e raccogliendo una qualificazione alla Coppa UEFA e una retrocessione. Sono seguiti altri sette anni con il Borussia Dortmund, con cui ha condotto un cammino di costante miglioramento e vinto ben due campionati. Attualmente è all’ottava stagione con i Reds, che ha trionfalmente condotto alla vittoria di Champions League, Europa League e del titolo che ad Anfield mancava da 30 anni.

Ripercorriamo insieme i testa a testa recenti

La sfida è diventata negli ultimi anni un vero e proprio “Super Classico“, scalzando (probabilmente) nell’ideale comune il posto che fino a qualche tempo fa spettava a Barcellona – Real Madrid. Lo hanno fatto a furia di gol, azioni, spettacolo, intensità e campioni in campo, rivelandosi spesso delle partite decisive nel prosieguo della stagione.

All’andata la sfida è finita 2-2 (Mané, Foden, Salah, de Bruyne). L’anno scorso, il City ha pareggiato in casa (1-1) all’andata e vinto in trasferta (1-4) al ritorno, mentre due anni fa le squadre si sono spartite i tre punti: 3-1 per i Reds all’andata, 4-0 per i Citizens al ritorno. Memorabile il 2018/19, quando dopo lo 0-0 ad Anfield, all’Etihad la squadra di Manchester ha vinto per 2-1 con un indimenticabile salvataggio sulla linea di John Stones, con quei pochi centimetri che si sono poi rivelati decisivi ai fini della classifica.

Più ricca di gol la stagione 2017/18. 5-0 per Guardiola all’andata, 4-3 per Klopp al ritorno, con le due formazioni che si sono poi affrontate anche ai Quarti di Champions League dove i Reds hanno vinto entrambe le sfide: 3-0 all’andata e 1-2 al ritorno.

Di Luca Donina

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