League One: MK Dons, dopo la Red Bull Racing ora il sogno si chiama Championship

Milton Keynes è la città dove ha sede la Red Bull Racing, militante nel campionato di Formula 1. E’ conosciuta nel mondo proprio per questo motivo, meno per i Dons, club militante nella Football League One, l’equivalente della serie C italiana. Una squadra che ha vita breve, poiché l’MK Dons rappresenta la città del Bukinghamshire da poco meno di vent’anni. Esattamente dal 2004-05, quando il Wimbledon, spostatosi di qualche miglio più a nord, è diventato poi Milton Keynes.

Ancora quattro giornate per un sogno chiamato Championship

Tanta League One, e League Two. Milton Keynes ha conosciuto categorie superiori solo in un’annata, ma nel 2015-16 l’esperienza in Championship è stata fugace. Il ventitreesimo posto non gli è valso la salvezza, e i Dons hanno fatto ritorno immediatamente negli inferi della terza divisione.  

Quest’anno la squadra allenata da Liam Manning sembra proprio fare sul serio. Il giovane tecnico, appena 36enne, ha conferito alla squadra un’idea di calcio offensiva. Segnare un gol più dell’avversario. Questo è il piano partita dei Dons quest’anno. E i risultati gli stanno dando ragione. L’MK, che ad inizio anno non è partito tra i club favoriti per la vittoria del torneo, è addirittura secondo in classifica in League One: 82 punti in 41 partite. Due punti di media a gara, e un ruolino di marcia di tutto rispetto sia in casa che in trasferta. Dodici vittorie allo Stadium MK, altrettante in trasferta. Ma è negli ultimi due mesi che la squadra di Manning ha pigiato il piede sull’acceleratore, proprio come i piloti della Red Bull usano fare in pista. Nelle ultime quattordici partite, i Dons hanno trionfato in undici occasioni, raccogliendo poi tre pareggi. Non conoscono sconfitta dal 22 gennaio quando i biancorossi si fecero superare in casa propria dal derelitto Doncaster.

Le stelle del Club: Scott Twine e Troy Parrot

L’MK Dons ha il terzo miglior attacco del campionato, con 68 gol realizzati, a testimonianza che Manning pretende  dai suoi ragazzi un calcio propositivo, di idee, organizzazione, e spietatezza sotto porta. Scott Twine, sgusciante attaccante di Swindon ma con Milton Keynes nel cuore, e il sudanese naturalizzato britannico Mo Eisa – da Khartum, alle rive del Nilo, alla città dei motori è un attimo –  sono le principali armi in zona gol per Manning: quindici centri stagionali il primo, undici il secondo. Ma spiccano anche tante altre individualità: l’attaccante Troy Parrott che pone l’assist al servizio dei compagni, Josh McEachran centrocampista muscolare che sa essere di lotta e di governo in mezzo al campo, e Dean Lewington, Daniel Harvie e Tennai Watson, difensori vecchio stampo che preferiscono ancora oggi il tackle rispetto all’opzione di scansarsi e affidarsi al collettivo piuttosto che intervenire. 

Finale di stagione ancora aperto: promozione diretta o gli spareggi sono alla portata dei Dons

Rotheram, Wigan, Plymouth, Sheffield Wednesday e Wycombe sono le rivali del Milton Keynes. Una rincorsa promozione che si annuncia scoppiettante, e che vedrà ufficiali i propri verdetti, presumibilmente, solo all’ultima giornata. I Dons sono in posizione avanzata, seppur abbiano giocato due partite in più rispetto al Rotheram e al Wigan. Graduatoria non allineata nelle posizioni di vertice. Conseguenza, questa, piuttosto malaccetta, della pandemia Covid che ha funestato anche questo campionato.  Ma ora siamo al rush finale, alle ultime curve, e a Milton Keynes la velocità è di casa: che sia l’anno del riscatto anche nel calcio, dopo i successi di Verstappen nel mondo dei motori? Potrebbe esserci una sorpresa tra le nuvole del nord-ovest di Londra.  

Di Andrea Indovino