Premier League: 30 anni di storia in 30 episodi

Episodio 1 – Stagione 1992/93

Nel maggio del 1992, le formazioni appartenenti alla First Division si separarono ufficialmente dalla Football League per motivi economici, stringendo un accordo con le televisioni Sky e BBC e creando un campionato a sé stante. Nasceva in questo modo la Premier League, di fatto strutturata in maniera identica alla stagione precedente ma più vantaggiosa per chi ne faceva parte, e composta da 22 squadre: le 19 già presenti più 3 promosse dalla Second Division.

Il Titolo è stato vinto dal Manchester United di Alex Ferguson – il primo dopo ben 26 anni di attesa – con un vantaggio di 10 punti rispetto sull’Aston Villa di Ron Atkinson. Terzo posto per il Norwich, che aveva guidato la classifica per tutta la stagione prima di perdersi per strada durante le ultime settimane, mentre quarto si è posizionato il Blackburn di Alan Shearer, autore di 16 reti nel girone d’andata ma costretto a saltare tutto il ritorno per via di un infortunio al ginocchio.

La retrocessione ha colpito il Nottingham Forest, ultimo in classifica praticamente per tutto l’anno a causa di una rosa di basso profilo (e con Brian Clough che a fine stagione annunciò il ritiro da allenatore), il neopromosso Middlesbrough e il Crystal Palace, arrivato alla pari con l’Oldham Athletic ma penalizzato da una peggiore differenza reti. Delusione anche per il Leeds United – orfano di Eric Cantona – piazzatosi 17esimo nonostante fosse campione in carica.

Teddy Sheringham ha vinto il premio di capocannoniere con 22 reti (giocando una partita con il Forest ma venendo subito venduto al Tottenham), il difensore Paul Mcgrath dell’Aston Villa è stato eletto giocatore dell’anno, mentre il premio di miglior giovane è finito per il secondo anno consecutivo nelle mani di Ryan Giggs.

Episodio 2 – Stagione 1993/94

La seconda stagione di Premier League si è aperta con alcuni colpi di mercato interessanti, come il 22enne Roy Keane passato dal retrocesso Nott Forest al Man United (3,75 mln, il giocatore più costoso di sempre per l’epoca) o Tim Flowers dai Saints ai Blackburn Rovers (2,5 mln, il portiere più costoso).

Il Titolo è stato vinto dal Manchester United, per il secondo anno consecutivo. La squadra di Ferguson ha condotto la classifica per tutto l’anno, chiudendo 8 punti davanti al Blackburn (un vantaggio che a gennaio era di 16, prima di una flessione a marzo) e aggiudicandosi anche la FA Cup. Terzo posto per il Newcastle – neopromosso – trascinato da Andy Cole, e quarto per l’Arsenal, vincitore della Coppa delle Coppe.

A retrocedere sono stati Swindon Town (con sole cinque vittorie in tutto l’anno e 100 gol subiti), Oldham Athletic e Sheffield United, caduto all’ultima giornata per via di una sconfitta arrivata nei minuti di recupero.

Due i calciatori capaci di superare quota 30 gol, Andy Cole (34) del Newcastle e Alan Shearer (31) del Blackburn, con il primo che ha anche aggiunto alla causa 13 assist (vincendo il premio di Giovane dell’anno), uno in più di Cantona (eletto Giocatore dell’anno dai giocatori).

Episodio 3 – Stagione 1994/95

La terza stagione di Premier League è stata l’ultima a 22 squadre. La F.A. ha deciso infatti di portare il numero a 20 formazioni a partire dall’annata successivo, con l’eccezione quindi di avere a fine campionato quattro retrocessioni e due sole promozioni.

Il Newcastle iniziò alla grande (grazie al solito Andy Cole) con sei vittorie consecutive, seguito dai due favoriti – Man United e Blackburn Rovers – e dalla sorpresa Nottingham Forest, neo promossa. La flessione di dicembre di Magpies e Reds lasciò alle due favorite la battaglia per il titolo, con il Manchester che perse per squalifica Cantona (“consolandosi” con l’acquisto proprio di Andy Cole) ma che comunque non mollò fino alla fine. Il Blackburn subì un pesante calo nelle ultime settimane di stagione e il Titolo, di fatto, venne deciso all’ultima giornata: i Rovers di Shearer furono incoronati campioni nonostante la loro sconfitta con il Liverpool, visto il contemporaneo pareggio dei Red Devils contro il West Ham.

La battaglia retrocessione – visti i quattro posti interessati – fu accesissima: a retrocedere furono Ipswich, Leicester, Norwich e Crystal Palace, ma rischiarono molto anche l’Aston Villa (che si salvò all’ultima giornata), l’Everton (partito malissimo, e poi parzialmente riscossosi vincendo la FA Cup) e il Manchester City.

Alan Shearer vinse la classifica dei cannonieri con 34 reti, di cui 10 rigori – vincendo un campionato che resta il suo unico trofeo in carriera -, mentre l’Inghilterra vide un miglioramento del proprio ranking europeo grazie al risultato dell’Arsenal, per il secondo anno di fila in Finale di Coppa delle Coppe.

Episodio 4 – Stagione 1995/96

La quarta stagione di Premier League è stata la prima a venti squadre, nel formato che conosciamo e che dura tutt’oggi.

Aston Villa e Liverpool partirono bene, prima di un calo a ottobre che li mise definitivamente fuori dai giochi. Il Titolo fu quindi, di fatto, sempre una corsa a due tra Manchester United e Newcastle United. A Capodanno la distanza tra i due club era di 12 punti in favore dei bianconeri, ma quando a marzo i Red Devils vinsero lo scontro diretto (1-0, gol di Cantona) il divario era ridotto soltanto a un punto. La squadra di Ferguson non si fermò più, andando poi a vincere il titolo con 4 punti di vantaggio sulle Magpies e facendo pochi giorni più tardi il ‘double’ con la FA Cup.

Male il Blackburn (settimo, nonostante lo status di campione in carica) e male anche l’Arsenal (che aveva però appena scoperto il talento di Bergkamp), mentre l’Aston Villa vinse la Coppa di Lega contro il Leeds. La retrocessione toccò a Bolton e Q.P.R. oltre che al Manchester City, arrivato a pari punti di Southampton e Coventry ma con una peggiore differenza reti (i Citizens si “accontentarono” di un pareggio all’ultima di campionato contro il Liverpool, pare per un errata comunicazione dei risultati dagli altri campi).

Il titolo di capocannoniere andò per il secondo anno consecutivo ad Alan Shearer, di nuovo l’unico sopra le 30 reti (ne segnò 31), con Steve McMannman del Liverpool che vinse invece la classifica degli assist (15) e Eric Cantona che vinse il premio di giocatore dell’anno.

Episodio 5 – Stagione 1996/97

La quinta stagione della Premier League è iniziata un mese e mezzo dopo la fine dell’Europeo casalingo sul quale tutta l’Inghilterra faceva molto affidamento e con alcuni colpi di mercato stellari da parte di Newcastle e Chelsea: i bianconeri acquistarono infatti Alan Shearer dal Blackburn, mentre i Blues presero i due italiani Vialli e Zola rispettivamente da Juventus e Parma.

Il Liverpool diede lo strappo iniziale, approfittando di un avvio stentato del Manchester United, mentre il Newcastle cambiava allenatore (con le dimissioni di Keegan) e l’Arsenal aveva scoperto di essere ancora competitivo dopo l’arrivo di un allenatore francese sconosciuto ai più, Arsene Wenger. L’anno nuovo si aprì con l’infortunio di Shearer e con la solita rimonta a lungo termine del Manchester United, che approfittarono dell’infortunio di Fowler tra le fila dei Reds. La squadra di Ferguson riuscì a vincere il Titolo con “soli” 75 punti, il punteggio più basso di sempre.

A retrocedere furono Sunderland (che si stava trasferendo da Roker Park allo Stadium of Light), Middlesbrough (che in estate aveva speso tantissimo, acquistando anche Fabrizio Ravanelli) e Nottingham Forest, mentre si salvarono ancora una volta Southampton e Coventry.

Il titolo di capocannoniere andò a Shearer, per il terzo anno consecutivo (25 gol), mentre quello di miglior assist-man a Cantona (12). David Beckham vinse il premio di giovane dell’anno e Juninho del Middlesbrough, nonostante la retrocessione, quello di miglior giocatore della stagione.

Episodio 6 – Stagione 1997/98

La sesta stagione della Premier League fu una delle più emozionanti.

Blackburn e Leeds sembravano poter lottare per il primo posto prima che il Manchester United facesse la voce grossa e chiudesse il girone d’andata avanti di undici punti. Ma, arrivati al mese di marzo, l’Arsenal di Wenger – alla sua seconda stagione in Inghilterra – iniziò una serie di 18 risultati utili consecutivi (tra cui 10 vittorie filate) che gli consentì il sorpasso sui Red Devils e la vittoria addirittura con due turni di anticipo. Wenger diventò quindi il primo allenatore non britannico a vincere la competizione e, soprattutto, a rompere il dominio della squadra di Ferguson.

A retrocedere furono Crystal Palace, Barnsley e Bolton – ovvero tutte le tre neopromosse dalla stagione precedente – anche se questi ultimi arrivarono a pari punti con l’Everton, che si salvo in maniera insperata grazie alla differenza reti.

Tre i capocannonieri a pari merito con 18 gol: Dion Dublin (Chelsea), Michael Owen (Liverpool) e Chris Sutton (Blackburn), mentre Beckham (Man Utd) realizzò più assist raggiungendo quota 13. Owen vinse il premio di giovane dell’anno, mentre Bergkamp si portò a casa il premio di miglior giocatore della stagione.

Episodio 7 – Stagione 1998/99

La settima stagione della Premier League è coincisa con la centesima edizione della massima serie di calcio inglese, con quattro squadre coinvolte (Aston Villa, Blackburn Rovers, Derby County ed Everton) che facevano parte anche di quella annata inaugurale 1888/89 (la differenza nel conteggio è dovuta alla sospensione dei campionato per le Guerre Mondiali).

Il Titolo è stato vinto dal Manchester United di Alex Ferguson (il quinto in sette anni) per un solo punto di vantaggio sui campioni in carica dell’Arsenal, che eguagliarono i 78 punti raggiunti nella stagione precedente. I Red Devils superarono i Gunners a due giornate dal termine e vinsero nell’ultima di campionato in rimonta sul Tottenham (la squadra di Wenger perse invece 1-0 a Leeds), dando il via a una settimana indimenticabile che li portò anche al trionfo in FA Cup e, soprattutto, a quello in Champions League contro il Bayern Monaco. Terzo posto per il Chelsea di Vialli, capace di raccogliere solo tre sconfitte, mentre l’Aston Villa finì sesto dopo aver condotto la classifica fino a gennaio.

Salutarono invece la Premier il Nottingham Forest (neopromosso, e alla terza retrocessione in sette anni), il Blackburn Rovers (che soltanto quattro anni prima aveva vinto il Titolo) e il Charlton Athletic (che aveva riassaggiato la massima serie dopo quasi un decennio di assenza).

Dwight Yorke – acquistato a stagione in corso dal Man United, insieme a Stam e Blomqvist – ha vinto il premio di calciatore dell’anno e quello di capocannoniere, con 18 reti (alla pari con Owen e Hasselbaink.), una in più rispetto ad Andy Cole e ad Anelka dell’Arsenal (vincitore del premio di giovane dell’anno). Hasselbaink ha vinto anche la classifica degli assist insieme a Bergkamp, raggiungendo quota 13.

Episodio 8 – Stagione 1999/00

L’ottava stagione della Premier League è stata ha visto di nuovo il Manchester United trionfare, ottenendo il sesto titolo in otto anni.

La lotta nelle prime posizioni durò di fatto fino a gennaio, quando il Leeds mollò definitivamente la presa. I Red Devils, eliminati dalla Champions ai Quarti, si concentrarono solamente sul campionato e riuscirono a chiudere la classifica con sole tre sconfitte e a +18 dall’Arsenal, che era invece al contempo impegnato nel percorso in Coppa UEFA (dove perse la finale contro il Galatasaray). Gli Whites arrivarono terzi, qualificandosi per l’Europa a scapito del  Liverpool, sconfitto all’ultima giornata dal neopromosso Bradford City che in questo modo ottenne i tre punti fondamentali per salvarsi.

A retrocedere furono Wimbledon FC (e di fatto fu per loro l’inizio della fine), Sheffield Wednesday e Watford, che si rivelarono ampiamente inferiori rispetto alle rivali. Salvezza tranquilla per Derby, Southamtpon e Coventry City, nonostante questi ultimi avessero vinto ben zero partite lontane dal proprio stadio.

Capocannoniere del torneo è stato Kevin Phillips del Sunderland, con 30 reti (7 più di Alan Shearer secondo), mentre la classifica degli assist fu vinta da due giocatori: (il solito) David Beckham del Manchester United e Nolberto Solano del Newcastle, entrambi a quota 15. Phillips vinse anche il premio di giocatore dell’anno (i premi di miglior giocatore in realtà sono due, e l’altro fu vinto da Roy Keane), mentre quello di miglior giovane andò all’australiano Harry Kewell del Leeds.

Episodio 9 – Stagione 2000/01

La nona stagione della Premier League si concluse come le precedenti due: Manchester United campione e Arsenal secondo.

L’annata fu però molto emozionante e carica di avvenimenti. I Red Devils ottennero la vetta della classifica già a ottobre, senza più lasciarla, e l’Arsenal non dette mai l’impressione di poter realmente tenergli testa (con il 6-1 nello scontro diretto che, in pratica, chiuse tutto in anticipo). Fece la voce grossa però il Liverpool, che arrivò terzo a un solo punto di distacco e vincendo al contempo FA Cup, Coppa di Lega e soprattutto Coppa UEFA, e superando a sua volta di un solo punto il Leeds, che mancando la qualificazione alla Champions League e i suoi generosi introiti di fatto diede il via alla spirale che li portò poi al disastro.

Nota di merito per l’Ipswich Town, che da neopromossa e con uno dei budget più bassi di sempre riuscì a chiudere al quinto posto (!), lottando addirittura per il terzo fino all’ultima giornata. Burley, l’allenatore, vinse – ovviamente – il premio di Manager dell’anno. A retrocedere furono Bradford City, Coventry City (salutando la massima serie dopo ben 34 anni) e Manchester City, che veniva da due promozioni consecutive.

Capocannoniere fu Hasselbaink del Chelsea (23 reti, quattro più di Stewart dell’Ipswich), mentre la classifica degli assist fu vinta – ancora – da David Beckham, con 12. I due premi di giocatore dell’anno andarono a Teddy Sheringham e a Patrick Vieira, mentre Steven Gerrard vinse quello di miglior giovane con indosso la maglietta del Liverpool.

Episodio 10 – Stagione 2001/02

La decima stagione della Premier League si è aperta con il nuovo accordo commerciale che ha portato la Lega a essere sponsorizzata da Barclays in sostituzione del precedente Carling.

La corsa al titolo è stata molto combattuta, e aperta a cinque squadre. Il Liverpool è stato primo fino a dicembre, mentre Leeds e Newcastle hanno condotto la classifica fino a gennaio. Gli occhi di tutti erano però puntati su Manchester United e Arsenal, con la squadra di Wenger che a marzo ha dato uno strappo decisivo e ha poi consolidato la vittoria con il pareggio nello scontro diretto con i Red Devils, venendo poi incoronato campione con una giornata d’anticipo. I Gunners hanno trovato la seconda ‘doppietta’ sotto l’allenatore francese, vincendo anche la FA Cup e offrendo al manager un rinnovo contrattuale. All’ultima giornata, i Reds sono riusciti a classificarsi secondi, a più tre dalla squadra di Ferguson e a meno sette dall’Arsenal.

Per la prima volta, le tre neopromosse (Fulham, Bolton e Blackburn) sono riuscite tutte a salvarsi. A scendere sono state invece Leicester City, Derby County e Ipswich Town. Le prime due erano casualmente state promosse insieme sei anni prima, mentre l’Ipswich, al secondo anno consecutivo in Premier (con l’incredibile quinto posto raggiunto l’anno precedente e la qualificazione europea) ha pagato un terribile inizio di stagione (1 vittoria in 18 partite) ed è retrocessa all’ultima giornata.

Thierry Henry (Arsenal) ha vinto la classifica cannonieri con 24 reti, una in più del terzetto Hasselbaink (Chelsea), Van Nistelrooy (Man Utd) e Shearer (Newcastle). A quota 15 è stato invece Pires (sempre Arsenal) a vincere la classifica degli assist. Van Nistelrooy e Freddie Ljungberg (Arsenal) hanno vinto i due premi di miglior giocatore della stagione, mentre Craig Bellamy (Newcastle) è

Episodio 11 – Stagione 2002/03

L’undicesima stagione della Premier League fu vinta dal Manchester United, per l’ottava volta in undici anni.

I Red Devils iniziarono in realtà molto male, favorendo l’Arsenal che dominò per gran parte dell’anno – sulla scia di 14 vittorie consecutive all’interno di una striscia da 30 gare senza sconfitte – tanto da avere a inizio marzo un vantaggio di otto punti e ad aprile di cinque. Iniziò però a quel punto il calo dei Gunners, che nelle giornate 35, 36 e 37 ottennero soltanto due punti: pareggio 2-2 nello scontro diretto con la squadra di Ferguson, pareggio 2-2 a Bolton (sprecando un vantaggio di due reti) e clamorosa sconfitta interna con il Leeds 2-3, rendendo inutile la vittoria per 0-4 all’ultima. Il Manchester vinse il titolo con un vantaggio di cinque punti.

Newcastle e Chelsea (con Ranieri) ottennero gli altri due posti per la Champions, seguiti da Liverpool e Blackburn. Bene l’Everton, che chiuse settimo – quindi finalmente nella metà sinistra della classifica – al primo anno con David Moyes con un giovane Wayne Rooney in rosa. La retrocessione toccò al Sunderland (1 punto nelle ultime 19), al West Bromwich e al West Ham United (questi ultimi nonostante avessero raggiunto quota 42 punti, un record), mentre riuscirono a salvarsi il Bolton, l’Aston Villa e soprattutto il Leeds United, nel pieno di una epocale crisi economica che li costrinse a vendere tutti i giocatori migliori.

La classifica dei marcatori fu vinta da Ruud Van Nistelrooij (Man United) con 25 reti, una in più di Thierry Henry (Arsenal). I due attaccanti si sono spartiti anche i due premi di miglior giocatore della stagione, con Jermaine Jonas (Newcastle) che è stato invece nominato miglior giovane. Henry ha chiuso l’anno con anche 20 assist a suo nome, restando ancora oggi l’unico giocatore nella storia della Premier ad aver chiuso con un 20+20.

Episodio 12 – Stagione 2003/04

La dodicesima stagione della Premier League è marchiata a fuoco nelle pagine della Storia della competizione.

Il magnate russo Roman Abramovich aveva appena acquistato il Chelsea – rinforzandolo in poche settimane con degli investimenti mai visti prima (oltre 150 milioni di euro per 13 giocatori) -, il Manchester United aveva venduto Beckham al Real Madrid, e il Manchester City si era trasferito da Maine Road al City of Manchester Stadium. La vittoria del campionato andò all’Arsenal, che nonostante le delusioni nelle Coppe riuscì a mantenere la concentrazione in campionato vincendolo a quattro giornate dal termine con 90 punti (+11 dal Chelsea, +15 dal Man United) e soprattutto con zero sconfitte, facendo guadagnare ai propri giocatori il titolo di “Invincibili”.

Le retrocesse raggiunsero tutte 33 punti: Wolves, Leicester e Leeds Utd. Le prime due erano neopromosse, mentre il Leeds (che solo tre anni prima era in semifinale di Champions) salutò la massima serie dopo 14 anni. Si salvarono Everton, Manchester City e Blackbunr Rovers, mentre il Middlesbrough vinse la Coppa di Lega qualificandosi per la Coppa UEFA.

Henry vinse il titolo di capocannoniere con la bellezza di 30 reti (8 più di Alan Shearer), a cui aggiunse 6 assist (la cui classifica fu vinta da Muzzy Izzet del Leicester, a quota 14). Il francese vinse anche i due premi di giocatore della stagione, con una % di voti altissima. Scott Parker (del Chelsea, in prestito al Charlton) fu invece nominato miglior giovane.

Episodio 13 – Stagione 2004/05

La tredicesima stagione della Premier League è strettamente collegata con la precedente. Le squadre favorite erano infatti due: l’Arsenal (che veniva da una stagione con zero sconfitte e con un Henry in stato divino) e il Chelsea (forte dei soldi di Abramovic e dell’arrivo di un nuovo allenatore pronto a portare quella rosa promettente a un livello successivo: José Mourinho).

Il Titolo andò al Chelsea, che vinse così dopo ben 50 anni esatti dall’ultima volta. I Blues si misero in testa alla classifica a inizio novembre e presero sempre più il largo, vincendo poi il campionato il 30 aprile. La squadra, per la quale Ranieri aveva posto le fondamenta l’anno prima, con Mourinho diventò devastante. Il portoghese introdusse una nuova struttura tattica (un centrocampo a tre con Makelele davanti alla difesa) e una mentalità vincente, totalizzando 95 punti (record), vincendo 29 partite (record) e – è quasi irreale da scrivere – subendo soltanto 15 reti (record). La squadra inoltre perse soltanto una partita, avvicinandosi quindi molto a quanto fatto dagli uomini di Wenger l’anno prima.

L’Everton ottenne un (incredibile) quarto posto, davanti al Liverpool (del nuovo manager Rafa Benitez) e al Bolton. Accesissima la battaglia in zona retrocessione, con il verdetto che arrivò soltanto all’ultima giornata: a scendere furono Southamtpon (32 punti), Norwich (33) e Crystal Palace 33), mentre la spuntarono il WBA (34) e il Portsmouth (39).

Henry vinse ancora il titolo di capocannoniere (25 reti), ma fu il Chelsea a fare incetta di premi: allenatore dell’anno (Mourinho), miglior portiere (Cech) e giocatori della stagione (Terry e Lampard). Rooney (passato al Man United) fu incoronato miglior giovane.

Episodio 14 – Stagione 2005/06

La quattordicesima stagione della Premier League vide la conferma della superiorità del Chelsea.

La squadra di Mourinho partì con 14 vittorie su 16 partite, con un vantaggio in classifica di 13 punti già a novembre che, di fatto, chiuse il torneo. Soltanto un calo fisiologico a marzo sembrò poter riaprire il discorso, in favore del Manchester United, ma alla fine la distanza tra i due club fu di otto punti. Terzo arrivò il Liverpool di Benitez e quarto l’Arsenal di Wenger, che superò il Tottenham proprio all’ultima giornata.

La retrocessione toccò al Sunderland (che raccolse solo 15 punti e sole 3 vittorie), al West Bromwich e al Birmingham City, con il Portsmouth che riuscì ancora a spuntarla.

Henry vinse il titolo di capocannoniere (27 reti) per il terzo anno consecutivo, davanti a Van Nistelrooij, mentre Drogba vinse quello degli assist (11). Rooney vinse ancora il premio di miglior giovane, e Henry e Gerrard si spartirono i due premi di giocatore della stagione (per Henry fu il terzo FWA Footballer of the Year, più di chiunque altro). Col fischio finale della stagione, due leggende come Alan Shearer e Dennis Bergkamp salutarono per sempre i propri tifosi appendendo gli scarpini al chiodo.

Episodio 15 – Stagione 2006/07

La quindicesima stagione della Premier League ha visto il Manchester United tornare alla vittoria.

Il Chelsea, dopo una battuta d’arresto dovuta a degli infortuni, perse terreno in favore della squadra di Ferguson, che dopo aver guadagnato il primo posto a novembre riuscì ad amministrare il vantaggio con abbastanza tranquillità, chiudendo con un vantaggio finale di sei punti, 89 a 83. Per i Red Devils fu il nono titolo in quindici anni, il primo dopo tre anni di digiuno. Liverpool e Arsenal – che aveva cambiato casa, passando da Highbury al moderno Emirates Stadium – si guadagnarono gli altri due posti per la Champions, con 68 punti, mentre Tottenham, Everton e Bolton si qualificarono per la Coppa UEFA.

Due neopromosse su tre tornarono subito giù, ovvero Watford e Sheffield United – si unì a loro il Charlton Athletic – mentre si salvò il Reading (alla prima partecipazione assoluta nella massima serie inglese, conclusa con un clamoroso ottavo posto). L’ultima giornata fu incredibile: lo Sheffield perse lo scontro diretto con il Wigan, che si salvò soltanto grazie alla migliore differenza reti, mentre il West Ham ottenne i tre punti decisivi in chiave salvezza grazie ai gol di Tevez contro il Manchester United.

Capocannoniere dell’edizione è stato Didier Drogba del Chelsea (20 reti), ma il vero protagonista è stato Cristiano Ronaldo, che ha portato a casa il premio di miglior giovane ed entrambi i premi di miglior giocatore della stagione. L’annata ha visto anche la realizzazione della rete numero 15.000 della lega (segnata a dicembre da Volz, del Fulham) e l’insolito gol da parte di un portiere (Paul Robinson del Tottenham, contro il Watford).

Episodio 16 – Stagione 2007/08

La sedicesima stagione della Premier League ha rappresentato un punto di svolta per il calcio inglese, tornato in testa al ranking UEFA (per la prima volta dal disastro dell’Heysel del 1985) superando la Liga spagnola.

Gran parte del merito fu per il cammino in Champions League di Manchester United e Chelsea, arrivate entrambe in finale con la vittoria dei Red Devils ai rigori. Le due squadre si contesero anche il campionato, soprattutto nella seconda metà di stagione. La prima fu infatti comandata dall’Arsenal e poi (a sorpresa) dal Manchester City, con i Blues che erano invece partiti in netto ritardo arrivando addirittura a esonerare Mourinho a settembre. Il cambio di panchina in favore di Avram Grant ebbe una scossa molto positiva sul Chelsea, che riprese terreno, sconfisse lo United nello scontro diretto e arrivò a pari punti a due giornate dal termine. La squadra di Ferguson, forte anche della miglior differenza reti, vinse le ultime due partite e si laureò campione per il secondo anno di fila.

Quarto posto per il Liverpool e quinto per l’Everton, qualificato alla Coppa UEFA insieme a Man City, Tottenham e Portsmouth (questi ultimi due vincitori rispettivamente di EFL Cup e di FA Cup). In zona retrocessione, stagione da dimenticare per il Derby County – che registrò diversi record negativi: minor numero di punti, maggior numero di sconfitte, peggior attacco -, che scese insieme a Birmingham City e a Reading

La classifica dei cannonieri è stata guidata da Cristiano Ronaldo del Manchester United – diventato il primo a superare quota 30 dai tempi di Alan Shearer dodici anni prima (ha chiuso con 31 reti, sette più di Fernando Torres ed Emanuel Adebayor) – che si è guadagnato anche i premi di miglior giocatore della stagione. Il premio di miglior giovane è invece andato a Cesc Fabregas, talento spagnolo dell’Arsenal.

Episodio 17 – Stagione 2008/09

La diciassettesima stagione della Premier League si concluse analogamente alla precedente, con il Manchester United incoronato campione a due giornate dal termine.

Dopo un iniziale testa della classifica presa da Chelsea e Liverpool, interrotte momentaneamente da un ritorno dell’Arsenal, Reds e Blues si diedero battaglia per tutto il girone d’andata. La squadra di Benitez riuscì a spuntarla su quella di Felipe Scolari chiudendo in testa la prima porzione di stagione, con le inseguitrici Aston Villa e Manchester United a distanza di sicurezza. Ma fu a quel punto che i Red Devils cambiarono improvvisamente marcia, riuscendo nell’aggancio prima e nel sorpasso poi, vincendo infine il 18esimo Titolo personale, il terzo consecutivo.

A retrocedere furono West Bromwich, Middlesbrough (allenato da Southgate) e Newcastle. Questi ultimi, protagonisti di una stagione decisamente sfortunata, tentarono il tutto per tutto nominando Alan Shearer come quarto allenatore della stagione per cercare di dare uno slancio anche psicologico alla squadra nelle ultime dieci gare, ma non servì a nulla: le MagPies salutarono la massima serie dopo sedici anni. Si salvarono invece Hull City, Sunderland, Blackburn e Portsmouth, anch’essi con l’avvicendamento di quattro allenatori.

La classifica marcatori è stata vinta da Anelka (Chelsea) con 19 reti, una più di Cristiano Ronaldo. Il premio di miglior giovane è andato ad Ashley Young dell’Aston Villa, mentre i premi di migliori giocatori della stagione sono andati a Nemanja Vidic, a Ryan Giggs e a Steven Gerrard.

Episodio 18 – Stagione 2009/10

La diciottesima stagione della Premier League si aprì con la notizia della morte di Sir Bobby Robson, cui le squadre resero omaggio alla prima giornata con un lungo minuto di silenzio.

Sul campo, il Chelsea del nuovo allenatore Carlo Ancelotti presero ben presto il comando della classifica duellando per tutto l’anno con il Manchester United, mentre Arsenal, Tottenham e Manchester City – che dalla stagione precedente era stato acquistato dall’Abu Dhabi United Group – si contendevano gli altri posti per la Champions League. La solidità nella parte finale di stagione (e la forza offensiva: 103 gol!) garantirono ai Blues la vittoria del Titolo, sebbene con un solo punto di vantaggio sulla squadra di Ferguson (86 a 85), mentre i Gunners riuscirono ad accomodarsi al terzo posto. Male il Liverpool (solo settimo) e maluccio l’Everton (ottavo, quindi fuori dall’Europa).

A retrocedere furono il neopromosso Burnley (peggior difesa con 82 reti subite) e l’Hull City, entrambe a 30 punti, ma soprattutto il Portsmouth, penalizzato di 9 punti per via della pessima situazione finanziaria che li fece diventare il primo club della Premier League ad entrare in amministrazione controllata.

La classifica dei marcatori fu vinta da Didier Drogba (29 reti), davanti a Wayne Rooney (26) e Darren Bent (24). Frank Lampard vinse invece quella degli assist (14), davanti a Fabregas (13) e Milner (12). Milner vinse anche il titolo di miglior giovane (nonostante avesse già 23 anni), mentre a Rooney andarono i due titoli di giocatore della stagione. Da annotare anche l’insolita assegnazione del premio di allenatore dell’anno, che non andò al vincitore del campionato ma a Harry Redknapp, che aveva guidato il Tottenham alla qualificazione in Champions League e al record di punti degli Spurs in campionato.

Episodio 19 – Stagione 2010/11

La diciannovesima stagione della Premier League vide l’introduzione della regola che limitava il numero di giocatori in rosa (massimo 25) e che obbligava i club a nominare almeno otto giocatori “nostrani”, con l’ovvio obiettivo di incoraggiare lo sviluppo dei giovani talenti nazionali.

Il Chelsea di Ancelotti partì bene, ma dovette fronteggiare la forte competizione del Manchester City di Mancini – che stava gradualmente costruendo una squadra sempre più competitiva, grazie allo strapotere economico della nuova proprietà – e un accenno anche di Arsenal. Ma, come la storia ci ha insegnato, mai sottovalutare il Manchester United: la squadra di Ferguson tenne sempre il passo delle rivali riuscendo dopo l’inverno a portarsi al primo posto, che non mollò più, riuscendo alla fine a vincere il Titolo con un rassicurante vantaggio (80 punti, +9 da Chelsea e Man City).

Cinque squadre arrivarono all’ultima giornata in lotta per evitare la retrocessione. A unirsi al già spacciato West Ham, infatti, la sorte poteva toccare a Blackpool, Birmingham, Wigan, Wolves e Blackburn. Un’incredibile e indimenticabile sequenza di risultati e di gol portò alla fine a scendere Blackpool e Birmingham, entrambe a 39 punti.

La classifica dei cannonieri fu vinta da due giocatori di Manchester, a quota 20 gol: Berbatov (sponda United) e Tevez (sponda City). Il portoghese Nani vinse invece la classifica degli assist (14). Il premio di giovane dell’anno andò a Jack Wilshere (Arsenal), mentre i titoli di miglior giocatore andarono a Vidic (per la seconda volta), a Gareth Bale e a Scott Parker (che si mise in mostra negli Hammers nonostante la retrocessione).

Episodio 20 – Stagione 2011/12

La ventesima stagione della Premier League è senza ombra di dubbio una delle più indimenticabili, soprattutto per il finale.

Per tutto l’anno, il primo posto fu una lotta a due tra le formazioni di Manchester. La squadra di Mancini, forte anche di un 1-5 in casa del Tottenham e di un 1-6 nel derby a Old Trafford (!), tentò più volte la fuga, ma la truppa di Ferguson seppe resistere con tenacia. In primavera, il City ebbe una flessione preoccupante scivolando a otto punti di distanza, ma ad aprile ecco un nuovo colpo di scena, con lo United che fece un punto in tre partite. Si arrivò così all’ultima giornata con le squadre a pari punti, ma con una importante differenza reti in favore dei Citizens. Lo United vinse la propria partita contro il Sunderland, ma sull’altro campo riuscì a vincere anche il City, in rimonta, al 93′, grazie ad Aguero, in quello che è probabilmente il miglior singolo momento calcistico del nuovo Millennio.

La retrocessione toccò a Wolves, Blackburn e Bolton, questi ultimi condannati soltanto all’ultima giornata per via del pareggio contro lo Stoke City, che li tenne un punto sotto il QPR. Fu quindi la seconda volta nella storia della Premier in cui tutte e tre le neopromosse riuscirono a salvarsi (QPR, Norwich e Swansea), come successo dieci anni prima (quando, coincidenza, due di quelle tre squadre furono Blackburn e Bolton).

Van Persie dell’Arsenal vinse il titolo di capocannoniere (30 reti), a +3 da Rooney e a +7 da Aguero. David Silva del Man City vinse il titolo di miglior assist-man (15), davanti all’altro spagnolo Juan Mata del Chelsea con 13. Il premio di miglior giovane è andato a Kyle Walker (Tottenham), mentre come migliori giocatori della stagione furono eletti Van Persie e Kompany. Allenatore dell’anno fu nominato l’eccentrico Alan Pardew, che aveva saputo guidare il Newcastle fino al quinto posto.

Episodio 21 – Stagione 2012/13

La ventunesima stagione della Premier League ha visto ancora il dualismo tra i club di Manchester.

Il Chelsea perse infatti terreno dopo soli due mesi di stagione, lasciando a City e United la contesa per la vetta. Ad avere la meglio fu la squadra di Ferguson, che chiuse dicembre con un vantaggio di 7 punti che riuscì poi a consolidare e portare fino a 15 a fine campionato, permettendo ai Red Devils di festeggiare il titolo ad aprile, con ampio anticipo. Il secondo posto, unito alla sconfitta in FA Cup e alle brutte prestazioni europee, costò il posto a Roberto Mancini. I Blues di Benitez arrivarono terzi mentre l’Arsenal riuscì a centrare il quarto posto un punto davanti al Tottenham, seguito da Liverpool ed Everton.

A retrocedere furono Wigan, Reading e QPR. Se per le ultime due fu in un certo senso ‘meritato’ (rispettivamente 28 e 25 punti), il discorso fu leggermente diverso per i Latics, che arrivarono a tre punti dal Sunderland ma che soprattutto vinsero la FA Cup (contro il City), diventando così il primo club di sempre a vincere il trofeo e scendere di categoria.

Van Persie (passato dall’Arsenal al Manchester United per via di una migliore offerta contrattuale) vinse il titolo di capocannoniere con 26 reti, 3 più di Suarez del Liverpool, mentre Juan Mata del Chelsea vinse quello di miglior uomo assist (con 12) davanti agli 11 di Cazorla e Hazard. Villas-Boas (Tottenham) e Moyes (Everton) vinsero due volte il premio di manager del mese, ma quello di manager dell’anno andò a sir Alex Ferguson – che chiuse quindi “in bellezza” la sua enorme carriera -, con Gareth Bale che invece si portò a casa tutti i premi individuali possibili (sia quelli di miglior giocatore della stagione sia quello di miglior giovane).

Episodio 22 – Stagione 2013/14

La ventiduesima stagione della Premier League si aprì con cinque cambi di panchina: Ferguson si ritirò designando Moyes dell’Everton come suo ‘erede’, il cui posto fu preso dalla spagnolo Roberto Martinez. Mourinho tornò al Chelsea, Pellegrini al Man City, e Hughes allo Stoke City.

La situazione manageriale contribuì a dare incertezza al torneo, inizialmente in favore dell’Arsenal e poi del Manchester City (che aveva però un pessimo rendimento in trasferta). All’interno della crisi d’identità dello United – che alla fine esonerò Moyes -, ritornarono in corsa il Chelsea e, a sorpresa, il Liverpool, trascinato dalle tre “S” (Suarez, Sterling e Sturridge) e da 11 vittorie consecutive, che li proiettarono in testa alla classifica e praticamente a un passo dal titolo, dopo 24 anni di attesa. Nelle ultime giornate successe però di tutto: il Chelsea perse in casa contro il Sunderland – prima sconfitta casalinga di sempre di Mourinho in Premier League, dopo 77 gare (!) – ma vinse ad Anfield, nel giorno reso famoso dalla scivolata di Gerrard. I Reds, in crisi psicologica, si fecero quindi rimontare 3 gol dal Palace, con il City che invece le vinse tutte, riuscendo così ad alzare il trofeo di campioni d’Inghilterra.

Retrocedettero Cardiff, Fulham (quattro allenatori cambiati durante l’anno) e Norwich. Si salvò quindi il Sunderland – che diventò la prima di Premier a non scendere di categoria dopo essere stata ultima nel giorno di Natale – autore di un ultimo mese di stagione da sogno, caratterizzato da un pareggio all’Etihad e da quattro vittorie (tra cui una a Stamford Bridge e una a Old Trafford).

Luis Suarez vinse il titolo di capocannoniere con 31 reti, 10 in più del compagno di squadra Sturridge (all’interno di una rosa capace di segnare 101 reti). I Reds dominarono anche la classifica degli assist, di nuovo con Suarez (12) preceduto da Gerrard (13), con l’uruguaiano che vinse ovviamente

Episodio 23 – Stagione 2014/15

La ventitreesima stagione della Premier League è stata interamente dominata dal Chelsea.

La squadra di Mourinho, che godeva del favore dei pronostici – anche grazie agli acquisti di Diego Costa e Cesc Fabregas -, si impose da subito in vetta alla classifica riuscendo a sfruttare i brutti periodi dei due club di Manchester (lo United era ancora in ricostruzione nel “dopo-Ferguson”, mentre il City non era capace di costanza e, a marzo, si ritrovò addirittura quarto), dell’Arsenal e del Liverpool (che, dopo aver sfiorato il titolo l’anno prima, cedette Suarez e arrivò sesto). Gli 87 punti (+ dal City) valsero ai Blues il primo titolo dal 2010, il quarto in Premier League. Sorprendente in zona Europa il Southampton, capace di arrivare settimo sotto la guida di Koeman.

Il Burnley di Sean Dyche è stata la prima squadra a retrocedere, seguita dal QPR e, all’ultima giornata, dall’Hull City. Si salvarono invece Sunderland, Aston Villa e Newcastle, tutte sotto i 40 punti in classifica.

Il titolo di capocannoniere andò a Sergio Aguero con 26 reti, davanti a Harry Kane (21) – che fu eletto miglior giovane – e Diego Costa (20). La classifica degli assist fu vinta – o meglio, dominata – da Fabregas, con 18, seguito dal compagno di nazionale Cazorla con 11. Mourinho vinse il premio di allenatore dell’anno e Hazard quelli di giocatore della stagione.

Episodio 24 – Stagione 2015/16

La ventiquattresima stagione della Premier League è quella forse ricordata con più “affetto” da parte dei tifosi di tutto il mondo.

Il campionato iniziò con una buona striscia del Manchester City, che a causa di una flessione si vide superare in classifica da Arsenal e Manchester United a novembre. Gunners e Red Devils non riuscirono però a mantenere la vetta in quanto, tra la stupore generale, a scalzarle arrivò il Leicester City. La squadra di Ranieri, fortemente candidata alla retrocessione (anche in virtù di una salvezza insperata nell’annata precedente), continuava a inanellare una serie di risultati utili e a mantenere una incredibile costanza di rendimento, che li fece reggere di giornata in giornata a ogni avvenimento – l’esonero di Mourinho, il ritorno del City, la sconfitta nello scontro diretto con l’Arsenal – e guadagnare l’interesse di tutto il mondo, che vedeva nella loro impresa una sorta di “speranza” nella possibilità di farcela nonostante le minori possibilità economiche delle rivali. E alla fine riuscirono, andando addirittura a vincere con 10 punti di vantaggio sulla seconda.

L’enorme risultato fu possibile grazie anche all’auto-eliminazione delle altre formazioni. Arsenal e Tottenham arrivarono rispettivamente secondi e terzi, con le vincitrici degli ultimi anni capaci soltanto del quarto (Man City), quinto (Man United) e decimo posto (Chelsea). In zona retrocessione scesero Norwich, Newcastle (nonostante la nomina di Benitez e un mercato da 100 milioni di euro) e, soprattutto, Aston Villa, che con i soli 17 punti raccolti salutò per la prima volta la Premier lasciando a sei il numero di squadre ad aver disputato tutte le edizioni (Arsenal, Chelsea, Everton, Liverpool, Man United e Tottenham). 7

Il titolo di capocannoniere andò a Harry Kane (Tottenham) con 25 reti, uno in più di Sergio Aguero (Man City) e James Vardy

Episodio 25 – Stagione 2016/17

La venticinquesima stagione della Premier League fu una delle migliori a livello di marketing e di attrattiva. La lega cambiò ‘nome’, abbandonando l’appellativo dello sponsor (Barclays) e rifacendosi il logo, e allo stesso tempo accolse una serie di allenatori internazionali destinati a fargli compiere un ulteriore step in avanti: Mourinho (Man United), Guardiola (Man City), Koeman (Everton), Conte (Chelsea), Marco Silva (Hull City ) e Moyes (Sunderland) – in aggiunta ai già presenti Wenger (Arsenal), Pochettino (Tottenham) e Klopp (Liverpool).

La vittoria finale andò al Chelsea di Conte, che si confermò uno specialista nel prendere squadre da ricostruire (i Blues venivano da un decimo posto) e riportarle al vertice. La sua grinta, la difesa a tre, e un Kanté in forma divina, portarono i londinesi al record di vittorie in campionato (30) e a 93 punti totali. Secondo arrivò il Tottenham (miglior attacco e miglior difesa), che a fine anno salutò White Hart Lane, terzo il Manchester City e quarto il Liverpool. Soltanto quinto l’Arsenal e solamente sesto il Manchester, vincitori però rispettivamente di FA Cup e – soprattutto – Europa League.

Le dieci squadre dall’ottavo al diciassettesimo posto furono comprese all’interno di sei punti, da 40 a 46. A retrocedere furono Sunderland (dopo un decennio di permanenza), Middlesbrough e Hull City. Si salvarono invece il Watford, lo Swansea (ripresosi dopo gli esoneri di Guidolin e Bob Bradley), il Burnley (che mostrò un’ottima solidità difensiva e un ottimo rendimento casalingo), il Bournemouth e il Leicester (che esonerò Ranieri a febbraio).

Il titolo di capocannoniere andò a uno straordinario Harry Kane, autore di 29 reti (4 più di Lukaku dell’Everton e 5 più di Alexis Sanchez dell’Arsenal). Miglior assistman fu invece Kevin de Bruyne del Manchester City

Episodio 26 – Stagione 2017/18

La ventiseiesima stagione della Premier League ha inaugurato ufficialmente il Regno di Pep Guardiola.

Il Manchester City – inizialmente considerato ‘favorito’ insieme a United e Chelsea – a Natale aveva già un vantaggio in doppia cifra sulla seconda e di 16 punti sulla terza, grazie a un girone d’andata composto da 18 vittorie e 1 pareggio. L’imbattibilità venne persa con una sconfitta 4-3 in casa del Liverpool, ripartendo comunque con 9 vittorie nelle successive 11 e vincendo matematicamente il campionato con 5 giornate d’anticipo. Il City fece segnare quell’anno numerosi record, tra cui punti realizzati (100), vittorie (32), vittorie in trasferta (16), vittorie consecutive (18), maggior distacco dalla seconda (19), gol (106) e differenza reti (+79). Dietro al Man United, secondo (miglior piazzamento dal post-Ferguson), arrivarono il Tottenham e poi il Liverpool (trascinato dai 32 gol di Salah). Quinto e sesto posto per Chelsea e Arsenal, che salutarono così i propri allenatori: Conte con un brutto licenziamento e Wenger con un onorevole ritiro

Per la terza volta nella storia, tutte e tre le neopromosse evitarono la retrocessione. Newcastle, Brighton e Huddersfield arrivarono infatti rispettivamente 10′, 15′ e 16′, lasciando spazio in fondo alla classifica per West Bromwich, Stoke City e Swansea (quest’ultima pagando la sconfitta nello scontro diretto contro il Southampton).

Il titolo di capocannoniere venne vinto da Salah (32 reti), con il solo Kane capace di raggiungere a sua volta quota 30. Il Manchester City portò invece tre giocatori in doppia cifra (Aguero, 21, Sterling, 18, e Jesus, 13), oltre a dominare in maniera assoluta la classifica degli assist: de Bruyne (16), Sané (15), David Silva e Sterling (entrambi 11). Guardiola vinse il premio di allenatore dell’anno, Sané quello di miglior giovane e Salah quello di miglior giocatore.

Episodio 27 – Stagione 2018/19

La ventisettesima stagione della Premier League ha visto crearsi e consolidarsi il dualismo tra Manchester City e Liverpool.

I Citizens aggiunsero alle proprie fila l’esterno Mahrez, ma la voce grossa la fecero i Reds acquistando Alisson, Keita, Shaqiri e Fabinho per un totale di circa 180 milioni. La lotta per il primo posto fu accesa e intensa. Il Liverpool vinse le prime 6 partite, mentre il Chelsea del nuovo allenatore Maurizio Sarri rimase imbattuto nelle prime 12 partite. Il City ebbe una flessione verso dicembre, che permise alla formazione di Klopp di chiudere il girone d’andata avanti di 6 punti sul Tottenham e di 7 sul City stesso, mentre il lontanissimo United decideva di esonerare Mourinho. Il girone di ritorno vide poi le cose capovolgersi: mentre i Red Devils rinascevano sotto Solskjaer, e il Tottenham sprofondava per via dell’infortunio di Harry Kane, il City vinse lo scontro diretto e approfittò di quattro pareggi dei Reds per allungare e, grazie anche a 14 vittorie nelle ultime 14, andare a vincere il titolo con 1 punto di vantaggio, 98 a 97.

Nelle zone basse, l’Huddersfield Town stabilì diversi record negativi e diventò soltanto il secondo club nella storia a retrocedere matematicamente già a marzo (dopo il Derby County, dieci anni prima). Gli fecero compagnia Fulham (nonostante una campagna acquisti da oltre 100 milioni) e Cardiff City, che lottò fino alla penultima giornata avendo però la peggio rispetto a Brighton e Southampton.

Tre, a pari merito a quota 22, i capocannonieri: Salah e Mané (del Liverpool) e Aubameyang (dell’Arsenal). Hazard del Chelsea fu invece il miglior assist-man con 15, uno in più del sorprendente Ryan Fraser del Bournemouth. Sterling del Man City vinse il premio di miglior giovane,

Testi: Luca Donina – Grafica: Gianluca Urgnani

Episodio 28 – Stagione 2019/20

La ventottesima stagione della Premier League è iniziata con le premesse di una nuova infinita sfida tra Manchester City e Liverpool e si è conclusa a luglio con un distacco abissale e una pandemia.

Il Liverpool ha iniziato con otto vittorie consecutive – diventate poi ventisei (più un pareggio) su ventisette giocate, perdendo per la prima volta soltanto a fine febbraio – e di fatto ha messo da subito una mano sul titolo, approfittando di un avvio stentato del Man City, del Chelsea (poco costante sotto la gestione Lampard), del Tottenham (che ha esonerato Pochettino) e dell’Arsenal (che ha esonerato Emery). La stagione è poi stata interrotta a marzo per via del diffondersi dell’infezione da Covid-19, riprendendo soltanto a metà giugno con una decina di partite giocate nell’arco di un mese. I Reds hanno così potuto festeggiare il titolo dopo 30 anni di attesa con 99 punti (+18 dalla seconda).

Il Norwich, il Bournemouth e il Watford hanno salutato la categoria con la retrocessione (per coincidenza, erano le stesse tre formazioni a essere state promosse nel 2015), mentre sono andati molto bene il Leicester, di nuovo gli Wolves e a sorpresa il neopromosso Sheffield United, nono ma in lotta per l’Europa fino a una manciata di giornate dal termine.

Capocannoniere è stato James Vardy del Leicester, con una rete in più (23) rispetto ad Aubameyang e Danny Ings. De Bruyne ha di nuovo vinto la classifica degli assist con 20, davanti alla coppia di terzini del Liverpool, Alexander-Arnold e Robertson, con 13 e 12. Alexander-Arnold ha vinto anche il premio di miglior giovane, mentre come giocatore della stagione sono stati nominati De Bruyne e Jordan Henderson, capitano dei Reds.

Episodio 29 – Stagione 2020/21

La ventinovesima stagione della Premier League è iniziata sulla scia della pandemia da Covid-19, che ha lasciato degli strascichi importanti. La fine posticipata della precedente, infatti, ha fatto spostare l’inizio di un mese, quindi a metà settembre, per cercare di dare un po’ di riposo ai giocatori.

Durante i primi mesi della stagione, la vetta della classifica ha visto alternarsi più formazioni (Arsenal, Leicester, Everton, Saints, Liverpool e Tottenham). I Reds sono stati tormentati da una serie infinita di infortuni e problemi che, nella seconda parte di stagioni, li hanno fatti colare a picco, lasciando di fatto la strada libera al Manchester City, che ha iniziato a macinare 15 vittorie consecutive trovandosi a marzo con 15 punti di vantaggio sulla seconda, assicurandosi matematicamente il titolo a tre giornate dal termine. La squadra di Klopp è comunque riuscita a riprendersi nel finale, agguantando un insperato terzo posto (decisivo un gol del portiere Alisson) davanti al Chelsea (che nel frattempo aveva esonerato Lampard in favore di Tuchel). Molto bene il Leicester, bene il West Ham, male il Tottenham (che ha esonerato Mourinho) e molto male l’Arsenal, fuori dalle coppe europee per la prima volta dal ’95.

La prima squadra a salutare il campionato è stata lo Sheffield United, a metà aprile, per via di un rendimento pessimo e del tutto opposto a quanto di buono fatto vedere l’anno precedente. Lo hanno accompagnato nella discesa in Championship il West Brom e il Fulham, nell’unica volta in cui si è arrivati all’ultima giornata sapendo già il nome di tutte e tre le retrocesse.

Capocannoniere del torneo è stato Harry Kane con 23 gol, uno più di Salah e cinque più di Bruno Fernandes. Foden ha vinto il premio di miglior giovane, mentre i premi di miglior giocatore sono andati ai compagni di squadra Ruben Dias e Kevin de Bruyne.

Episodio 30 – Stagione 2021/22

La trentesima stagione della Premier League ha segnato una sorta di parziale ritorno alla “normalità” dopo l’intenso periodo della pandemia da Covid-19 e ha visto gli stadi finalmente pieni di tifosi.

Nonostante una corposa campagna acquisti del Man United (con Jadon Sancho, Raphael Varane e il ritorno di Cristiano Ronaldo), la corsa al titolo è stata inizialmente una lotta tra Liverpool, Chelsea (una sola sconfitta in 14 gare) e Manchester City (che sfoggiava il nuovo acquisto da 100 mln, Jack Grealish). La squadra di Guardiola ha poi fatto registrare una striscia da 12 vittorie consecutive che li ha portati ad avere 13 punti di vantaggio a gennaio, prima che il Liverpool ne vincesse a sua volta 10 di fila portandosi fino al -1 in classifica alla vigilia dello scontro diretto, conclusosi poi in pareggio, con il City che ha poi mantenuto il vantaggio fino alla fine – in un’incredibile ultima giornata che ha assegnato titolo, posti in Europa e retrocessioni.

A scendere in Championship sono state le due neopromosse Norwich e Watford e il Burnley, coinvolto fino all’ultimo in una serrata lotta con Leeds ed Everton. Molto bene il Brentford, che alla prima partecipazione nella massima serie ha goduto di una tranquilla salvezza, e il Brighton, che ha rubato diversi sguardi soprattutto nelle prime settimane.

Capocannonieri del torneo sono stati Salah del Liverpool e Son del Tottenham con 23 reti, cinque più di Cristiano Ronaldo. Salah ha vinto anche uno dei due premi di miglior giocatore della stagione, insieme a De Bruyne, mentre come miglior giovane è stato nominato Foden, per il secondo anno consecutivo.

Luca Donina